“Non diventare quel che desideri, ma desidera quel che sei” (Epitetto)
Cosa significa fioritura?
Probabilmente, la parola fioritura ti fa immaginare una rosa che sboccia o un prato di margherite o, più semplicemente, la primavera. O magari la fioritura dei ciliegi in Giappone o quella delle camelie sul Lago Maggiore.
In effetti, se cerchiamo su un vocabolario, troviamo che “fioritura” è un sostantivo derivato dal verbo fiorire. E fiorire significa innanzitutto mettere fiori, fare fiori, essere in fiore. In senso figurato, significa prosperare, essere rigoglioso, abbondare, realizzarsi, attuarsi.
E sbocciare? Non equivale a fiorire, anche se spesso lo usiamo – per estensione – come un suo sinonimo. Infatti, in riferimento a fiori e gemme, sbocciare significa aprirsi, schiudersi; mentre in senso figurato manifestarsi, prendere forma, nascere, sorgere, svilupparsi.
Cos’è la fioritura umana?
Il concetto di fioritura inteso come processo umano è un concetto filosofico.
Lo ha introdotto Aristotele, secondo cui la fioritura umana è al contempo un fatto esistenziale che rimanda all’essere felici (stare bene), e un fatto politico connesso all’agire secondo saggezza (fare il bene).
Secondo Aristotele la felicità è il bene supremo e corrisponde al telos, il fine ultimo, lo scopo profondo di ogni essere umano. Poiché la felicità di ognuno ha bisogno di beni esteriori e sociali per realizzarsi, possiamo essere davvero felici solo insieme, cioè all’interno di una società che persegue la felicità di tutti e tutte.
E la fioritura? È l’elemento che consente di realizzare il proprio bene, di raggiungere la felicità, secondo virtù. Consiste nel passaggio dalla potenza all’atto e identifica un percorso che porta alla luce ciò che l’individuo ha dentro di sé, permettendogli di esprimere le sue potenzialità.
Per Aristotele, quindi, la fioritura è il naturale e necessario processo di sviluppo del seme.
Dopo Aristotele, durante l’ellenismo, molte scuole filosofiche fanno della fioritura lo scopo della filosofia.
Tutte queste scuole, infatti, concepiscono la filosofia come una pratica volta al bene, cioè una pratica in grado di intercettare i bisogni delle persone, scogliere i loro dubbi, affrontare i loro problemi e curare le sofferenze. La filosofia “guarisce” grazie a un processo maieutico che conduce dalle doglie (domande e dolori soltanto subiti) al parto (consapevolezza, chiarezza e rigoglio).
La fioritura, per questi filosofi, si compone quindi di due elementi: lo sviluppo delle virtù e il raggiungimento della pace dell’anima (atarassia).
Cos’è la fioritura secondo me?
Nella mia visione delle cose, la fioritura esistenziale è un’evoluzione alimentata dal desiderio.
Non è lo sviluppo del seme. Né lo sbocciare del fiore. Ovvero: non è miglioramento, sviluppo o crescita personale. Non riguarda competenze e capacità; non ha a che fare con risultati o traguardi; non consiste nella scoperta e manifestazione di sé.
La fioritura non è un processo inevitabile, perché necessita di condizioni adatte, di volontà e di desiderio. Non è nemmeno un processo lineare che a un certo punto si compie e si stabilizza, una meta che raggiungiamo una volta per tutte. Le piante dimostrano bene questa dinamica: continuano a crescere, ma non sempre sui loro rami nascono gemme e sbocciano fiori. E, dopo che hanno messo i fiori, arriva sempre – prima o poi – il momento in cui sfioriscono.
Quindi, la fioritura è un processo ciclico, non una condizione permanente.
È un processo globale, che riguarda tutto l’albero, la pianta nella sua interezza, non solo alcuni rami o gemme. Fuor di metafora: è un insieme di passaggi che comprendono tutte le aree della vita e gli aspetti della persona.
Ed è un processo di tipo evolutivo – e l’evoluzione non è miglioramento, bensì ottimizzazione di ciò che c’è già.
Cosa significa fiorire?
Per riuscire a fiorire dobbiamo innanzitutto conoscere il nostro desiderio, ovvero sapere qual è l’ideale di vita buona – coerente con i nostri valori e bisogni – che ci guida.
Qual è il tuo desiderio? Com’è la vita (e il lavoro) che sogni? Dove ti trovi ora rispetto a quel sogno? Come ti senti riguardo al futuro? Cosa orienta le tue scelte?
Solo quando troviamo risposta a queste (e altre) domande possiamo capire se stiamo perseguendo obiettivi autentici, quanto siamo distanti dal nostro ideale, quali aspetti del nostro essere e agire possiamo ottimizzare.
Infatti, i fattori che possono impedire la fioritura sono tanti e diversi: un vaso troppo piccolo, una scarsa esposizione al sole, un terreno inadatto, dei rami vecchi e secchi, un inverno improvviso. Ma anche l’incuria, la sfiducia, l’eccesso di attenzioni.
Comprendere perché non abbiamo messo i fiori durante una stagione della nostra vita è il primo passo, necessario, per alimentare il desiderio e coltivare l’evoluzione.
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